Un poemetto omoerotico attribuibile a Torquato Tasso (Università di Cambridge, Queer & Trans philologies)

Diamo notizia del convegno dell'Università di Cambridge "Queer & Trans philologies" (22-23 marzo 2024) e pubblichiamo l'abstract dell'intervento di Francesco Ottonello su un poemetto mitologico attribuibile all'adolescenza di Torquato Tasso, il "Ganimede rapito", che finora non ha ricevuto un’adeguata attenzione critica. Immagine: Torquato Tasso all'eta di 22 anni ritratto da Jacopo Bassano

Non perdete l’opportunità di seguire il convegno internazionale Queer & Trans philologies presso l’Università di Cambridge oggi e domani. Domani, sabato 23 marzo, alle 11.45 (ora italiana), Francesco Ottonello presenterà un intervento intitolato “A homoerotic poem attributable to Torquato Tasso: Ganimede rapito” (“Un poemetto omoerotico attribuibile a Torquato Tasso: Ganimede rapito“), condividendo i risultati della sua ricerca condotta durante il dottorato su un manoscritto della Biblioteca Palatina di Parma, che finora non ha ricevuto un’adeguata attenzione critica e che potrebbe gettare nuova luce sulla figura di Torquato Tasso.
Presentiamo l’abstract ufficiale dell’intervento in inglese con la traduzione in italiano.

Abstract

In this paper, I aim to present a study on Ganimede rapito (“Abducted Ganymede”), a mythological poem comprising 50 hendecasyllabic octaves. This poem is known through a singular source, found within the Ms. Pal. 211 (Biblioteca Palatina, Parma). It features two distinct sections of varying handwriting and origins: the poem “Ganimede rapito” and a 17th-century satirical piece “Against lust” by Lorenzo Azzolino.
The manuscript attributes explicitly this poem to Torquato Tasso. Confirming its authorship could potentially shed new light in a queer perspective on the biography of one of Italy’s most celebrated literary figures.
In 1893, the poem was published for the first time in a limited run of sixty copies by Angelo Solerti. In doing so, the scholar raised questions about its attribution to Tasso. Yet, he left this attribution issue unresolved, and regrettably, it has received scant attention since.
Exploring the correspondence between Giosuè Carducci and Angelo Solerti, it becomes evident that Solerti’s judgment was significantly influenced by Carducci’s authoritative opinion. Nonetheless, Carducci’s perspective, while influential, ultimately led Solerti astray. Carducci described Ganimede rapito as an “apotheosis of pederasty”, subsequently arguing against attributing it to Torquato Tasso.
This poem undeniably belongs to the specific genre of Renaissance mythological poetry, inspired by Ovid’s Metamorphoses, and centered on erotic themes. This genre flourished in Italy during the 1530s to 1550s and counted major representatives such as Luigi Alamanni and Bernardo Tasso, the father of Torquato.
Supported by various pieces of evidence, it is plausible to attribute this poem to Torquato Tasso’s early adolescence, dating it to approximately 1557-1559. In conclusion, Tasso seems to have composed a mythological poem in the Ovidian tradition with Ganymede as the main character, a mythological figure that has long represented an icon of homoeroticism, both in Antiquity and the Middle Ages.
Ganimede rapito (“Abducted Ganymede”), a mythological poem comprising 50 hendecasyllabic octaves. This poem is known through a singular source, found within the Ms. Pal. 211 (Biblioteca Palatina, Parma). It features two distinct sections of varying handwriting and origins: the poem “Ganimede rapito” and a 17th-century satirical piece “Against lust” by Lorenzo Azzolino.
The manuscript attributes explicitly this poem to Torquato Tasso. Confirming its authorship could potentially shed new light in a queer perspective on the biography of one of Italy’s most celebrated literary figures.
In 1893, the poem was published for the first time in a limited run of sixty copies by Angelo Solerti. In doing so, the scholar raised questions about its attribution to Tasso. Yet, he left this attribution issue unresolved, and regrettably, it has received scant attention since.
Exploring the correspondence between Giosuè Carducci and Angelo Solerti, it becomes evident that Solerti’s judgment was significantly influenced by Carducci’s authoritative opinion. Nonetheless, Carducci’s perspective, while influential, ultimately led Solerti astray. Carducci described Ganimede rapito as an “apotheosis of pederasty”, subsequently arguing against attributing it to Torquato Tasso.
This poem undeniably belongs to the specific genre of Renaissance mythological poetry, inspired by Ovid’s Metamorphoses, and centered on erotic themes. This genre flourished in Italy during the 1530s to 1550s and counted major representatives such as Luigi Alamanni and Bernardo Tasso, the father of Torquato.
Supported by various pieces of evidence, it is plausible to attribute this poem to Torquato Tasso’s early adolescence, dating it to approximately 1557-1559. In conclusion, Tasso seems to have composed a mythological poem in the Ovidian tradition with Ganymede as the main character, a mythological figure that has long represented an icon of homoeroticism, both in Antiquity and the Middle Ages.

Abstract (traduzione in italiano)

Si presenta uno studio sul “Ganimede rapito”, un poemetto mitologico di 50 ottave di endecasillabi. Il poemetto è trasmesso da una singola fonte manoscritta, il Ms. Pal. 211 (Biblioteca Palatina, Parma), che presenta due sezioni di mano e provenienza diverse: il cinquecentesco “Ganimede rapito” e la satira seicentesca “Contro la lussuria” di Lorenzo Azzolino.
Il manoscritto reca un’attribuzione esplicita a Torquato Tasso. Confermare la sua paternità potrebbe potenzialmente gettare nuova luce in una prospettiva queer sulla biografia di uno degli autori più celebri della letteratura italiana.
Il poemetto è stato pubblicato per la prima volta nel 1893, in una tiratura di sole sessanta copie da Angelo Solerti. Lo studioso sollevò dubbi sulla sua attribuzione a Torquato Tasso, lasciando irrisolta la spinosa questione attributiva che finora ha ricevuto scarsa attenzione da parte degli studi.
Grazie a un’analisi della corrispondenza tra Giosuè Carducci e Angelo Solerti, si evince che il giudizio di Solerti fu significativamente influenzato dall’opinione autorevole di Carducci. Tuttavia la prospettiva carducciana trasse Solerti in inganno. Carducci descrisse il “Ganimede rapito” come una “apoteosi della pederastia”, argomentando per questo motivo contro l’attribuzione a Torquato.
Il poemetto appartiene innegabilmente allo specifico genere del poemetto mitologico rinascimentale ispirato alle Metamorfosi ovidiane e incentrato su temi amorosi. Questo genere fiorì in Italia durante gli anni 1530-1550 e tra i maggiori rappresentanti si possono annoverare Luigi Alamanni e lo stesso Bernardo Tasso, padre di Torquato.
Con il supporto di varie prove risulta plausibile attribuire questo poemetto alla prima adolescenza di Torquato Tasso, datandolo approssimativamente al 1557-1559. In conclusione, Tasso sembrerebbe aver composto un poemetto mitologico di ispirazione ovidiana con Ganimede come personaggio principale, una figura mitologica che nel corso dell’Antichità e del Medioevo aveva svolto il ruolo di icona dell’omoerotismo maschile.

 

Per il programma completo del convegno:

https://www.crassh.cam.ac.uk/events/39800/#programm

Per registrarsi e seguire il convegno online richiedere il link alla seguente email:

queertransphilologies@gmail.com

https://www.eventbrite.com/e/queer-trans-philologies-tickets-799960191467

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