Giannino di Lieto: “Opere” e conversazioni sull’autore

Proponiamo una silloge di poesie tratte dal volume "Opere" di Giannino Di Lieto, con saggi di di Giorgio Bárberi Squarotti, Luigi Fontanella, Maurizio Perugi e Ottavio Rossani (Interlinea Edizioni, 2010). A completare il percorso, alcuni racconti sull’autore, disponibili nel podcast "Il posto delle parole".
image_pdf

Giannino di Lieto (Minori, 1930-2006) si è distinto per l’arte poetica e figurativa, alla quale ha dedicato la sua intera vita.
Di seguito sono proposti alcuni estratti dal volume Opere (Interlinea Edizioni, 2010) insieme al dialogo tra il figlio Giovanni Maria Di Lieto e Livio Partiti, fondatore e conduttore del podcast “Il posto delle parole”: un percorso fatto di suggestioni e visioni che mira a ricostruire un ritratto vivo, costruito “per impressioni”, dell’autore.
Coloro che vorranno ascoltarne il racconto possono seguire il link sotto riportato:
 
Giovanni Maria Di Lieto “Opere di Giannino Di Lieto”: 
 
 
Come immagine di copertina e in coda si riportano due opere visive dell’autore.
 
***
 
Da Opere (Interlinea, 2010).
Al termine di ogni poesia è indicata la raccolta di provenienza.
 
Ragazze in bilico
 

Donne giovani forse
senza volto senza corpo le voci
una voce in vena di canzonare
cela l’abbaglio di una farfalla di notte
alla luce immolarsi come valore semiotico
dei balbettamenti runici o
la ricerca assidua di liberazione
da un androne semibuio della fabbrichetta:
siamo divisi da un canale di acqua livida
contenuta fra l’erba palustre e il ciglio della strada
lungo una mattinata tersa.

da Poesie e racconti (2005-2006)

***

Deduzione al blu

Prevedendo una nana bianca non congiunta in abbandono
decade a giochi di chilometri sotto una cinta mineraria
come affascinati raccoglie in tracce di costellazioni
un regno di bellezza senza dubbi appollaiati all’orlo
messaggi di silenzio ruotano a conforto semplici pietre
disposte in cerchio hanno misteri di comunicazione al cielo
un turno di idee per vincere uno spazio vuoto nell’oscurità
nonostante trasparenze proprie del nuotatore subacqueo
contempla eventi lontani dove strappa storie dal cuore
una raffica come un’enorme nave dai boccaporti chiusi
il tempo di prendere contatti altri angeli o dèmoni
forniscono una base per decifrare codici agli uomini verdi
viaggiatori di una grande solitudine una stella il nostro carro
sconta la popolazione delle nubi tranquillo annichilire al rosso
non è più vicino di un castello medioevale tuttavia (Lapo)
riesce ad arretrare fino a noi deduzione al blu
òvvia come una palla di fuoco corre lontano perché
il cammino degli occhi è curvo così la frombola catturando vortici
si sente stanca, appare la gravità un manubrio
in scala d’altissime velocità per una geometria di maschere.

da Punto di inquieto arancione (Nuovedizioni Enrico Vallecchi, Firenze 1972)

***

Punto di inquieto arancione

Dove fu che il fiore genera di sé un’esistenza colma
isole di corallo come una menzogna su meridioni azzurri
magnifici scarabei poi una voragine bisogna uscire dalla casa
salga un gran chiasso dopo una festa ogni lasciarsi indietro
la sorte in luce diviene forma passeggera e quanto è dato
controdanza in borse di seta almeno piume avanzeranno
con alti e bassi da salde radici è stato cespuglio
un gioco per fulmini si beve i guadagni di un giorno
a quel grumolo si tengono appoggiati masticando foglie
finché da una brocca il vento discorre ghirlande
sul capo i fanciulli spargono semi vestiti di bianco
svolazzassero di notte il sogno doveva essere completamente arso
sarà scacciato con fumo di spina alba.

da Punto di inquieto arancione (Nuovedizioni Enrico Vallecchi, Firenze 1972)

***

Padre

separazione come accusa la parte una stella sassi e conchiglie
mansueti sentieri dormendo ancora solo esperienze del padre
vissute ormai scrittura in quella traccia di un “O” nel buio
dolci gocce d’erba cubo del bosco non più di una fiamma indietro
rifugio altalene magiche anelli con la spiga diamante dei passaggi
ciascuno senza fatica sottrae la corte al bianco semi sulla testa
anfore del fiume al suo dominio fino al punto che fu terra anche
una piazza una strada figure di animali secondo soldati a equinozi
li portiamo dopo averli raccolti piccolo ibis riceve le mani
dal mutare delle foglie uomini in uso dei tatuaggi percorsi
neppure città intorno freddissimo rischiato inizio dalle cime.

da Racconto delle figurine & Croce di cambio (Salerno, 1980)

***

Mater

Nella vecchia casa
coi muri scambiati
sabbia e scoglio
aspetta una mamma
in mano un rosario
che venga qualcosa
di là dal mare
una barca
una vela
una voce il vento porterà
d’antico amore
di grotta in grotta
fluttuanti
per ombre
cocenti di giorno.

da Poesie (Padova, 1969)

***

Isole da costa

Incrostate interpretazioni in un armadio di mineralogia
a raffigurare sogni per un’alba di sentinelle
affiancati dai turni rami di sangue a guisa di remi
un’infinità di voci emerse saldamente bianche
per incredibili rive inclinazione d’isole
vulcaniche scintille fioriscono l’identico colore
succedersi da quelle alture detriti rapaci
come parole di ferro con pazienza decifrate
preparano mutazioni, qualcosa di deciso già rabbrividente
perché i tonfi rispondono allo scorrere dei chiavistelli.

da Punto di inquieto arancione (Nuovedizioni Enrico Vallecchi, 1972)

***

Nascita della serra

tavole del centro non stile non gesto una conchiglia di cintura
chiuso l’apparenza perlustrare un insetto ogni ticchettio ogni passo
porta la maschera semi dell’appropriarsi un fiore raggi anche del fulmine
per acqua sollevato sonno causa di movimento ventaglio con remi
si adempie sopracciglia lunghe bende nella rosa l’altro traccia piena
ciottoli a luogo rotondo non coscienza volto simile alle vene dopo fuoco
per girasoli come cosa comune nomi sbocci alla sua stagione specchio
un gradino dell’erba né diverso le maniche fuori cadono soffio
catena delle foglie pioppi altissimi pupille quell’ansia barlume ala dei bracci.     

da Nascita della serra (Edizioni Geiger, 1975)

***

Modigliani, mi pare

a mia Madre

Illuminato – È ora di stringere – un imbarco lieve
così balaustra delle prime luci Occidente
platealmente happening al colmo noi loro quelli niente
verrà dato per notizia il giorno un cadavere con belletto
seme nato dall’acqua ombre da ombra diverbi per scambio
un danno di nostalgia illeggibile T una Natura morta
colonne ioniche a concetto clamorose cecità del fuori spazio
                                                                                   non in un libro
le quinte dialettali una croce a pagina pellegrinaggi
della Curia preghiere aggiunte il carro a sponde
delle storie macchinose cede a sollievo un dramma
di dominio pubblico cavalli imbizzarriti sull’asse di sinistra
il patto delle tavole ornamento ogni addio Giovinetta
dal Cammeo ogni differenza inferiore al rosa.

 da Le cose che sono (Masuccio & Ugieri, 2000)

***

Giannino di Lieto, originario di Minori, sulla Costiera Amalfitana in provincia di Salerno (1930-2006), è stato un poeta lontano dalle mode letterarie e al di fuori dei comuni moduli della poesia italiana. Approdato alla letteratura con Poesie (Rebellato, 1969), ha pubblicato, tra molteplici raccolte, Punto di inquieto arancione (Vallecchi, 1972). Medaglia d’oro al premio LericiPea, ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il premio della cultura della Presidenza del Consiglio. Numerose anche le opere di poesia visiva inserite in mostre nazionali e internazionali. Il volume Giannino di Lieto, la ricerca di forme nuove del linguaggio poetico ha raccolto interventi e inediti dopo il convegno dedicato alla sua memoria nel 2007 nella nativa Minori. Le sue Opere sono state pubblicate da Interlinea nel 2010.

 

 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su whatsapp

MediumPoesia è un sito internet e un progetto artistico nato nel 2018 dall’incontro tra Francesco Ottonello e Michele Milani, un luogo abitato da scrittori e artisti, in una dimensione multimediale adatta a far fronte all’incontro di intense energie creative.

Gli Eventi

COOKIES

MediumPoesia usa i cookie per facilitare la navigazione del sito. Se vuoi saperne di più o negare il consenso, consulta il pop_up. Scorrere la pagina senza negare il consenso autorizza automaticamente all’uso dei cookie.

Credits

SITE: MICHELE MILANI

COPYRIGHT

Gestione del copyright sul sito Copyright e collaboratori Copyright e lettori

Tutto il materiale testuale originale prodotto dalla redazione e dagli autori di MediumPoesia e pubblicato su questo sito, a meno di esplicita indicazione contraria in calce ai singoli articoli, è reso disponibile secondo i termini della licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0). 

In ottemperanza con la nuova legge sull’editoria italiana, si segnala che “MediumPoesia” non è un periodico. Qualunque testo vi appaia non ha alcun tipo di cadenza predeterminata né predeterminabile. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 Tutti i contenuti sono a responsabilità e copyright dei siti linkati o di chi li ha scritti. I dati sensibili relativi alla legge sulla privacy sono tutelati in ottemperanza alla legge 675/96 e dal dpr 318/99. il contenuto può essere liberamente citato, linkato ed anche copiato (citando www.mediumpoesia.com come fonte). Tutte le immagini e le musiche sono messe in rete da questo sito a titolo gratuito, a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico senza fini di lucro in osservanza ed applicazione dell’art. 2 comma 1bis della legge LEGGE 9 gennaio 2008, n.2Disposizioni concernenti la SIAE.

Redazione

La Redazione: Francesco Ottonello, Michele Milani, Tommaso Di Dio, Silvia Righi, Luigi Fasciana, Davide Paone, Marilina Ciliaco, Francesca Sante, Antiniska Pozzi, Silvia Girardi, Giulia Vielmi, Vanessa Morreale

Ⓒ 2019 - All Rights Are Reserved