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Essere pendente: l’Alcesti di Orecchini

Figura è indagine esistenziale sulla vita e sulla morte. D’altro canto Alcesti potrebbe essere l’emblema del lavoro di Fabio Orecchini, della transmedialità insita nella sua concezione di poesia, ossia l’abbandono dell’istituto verbale, della parola, per intercettare la potenza incarnatrice della voce, del teatro e della performance: una sublimazione del corpo (testuale) che si fa figurazione del corpo poetico.